Il ginseng rosso coreano è una delle radici più antiche del benessere asiatico: in Corea si coltiva e si consuma da secoli, ed è ancora oggi uno dei prodotti più identitari del Paese. Vale la pena capire cos’è esattamente — e cosa si può, e non si può, dire su di lui in Europa.
Rosso, bianco, fresco: che differenza c’è
La pianta è sempre la stessa, Panax ginseng. Cambia come viene trattata la radice dopo la raccolta. Il ginseng fresco è la radice appena estratta. Il ginseng bianco viene semplicemente sbucciato ed essiccato. Il ginseng rosso viene invece cotto a vapore e poi essiccato: è quel passaggio a dargli il colore ambrato e a modificare il profilo delle sostanze contenute.
I composti caratteristici sono i ginsenosidi, e la cottura a vapore ne trasforma alcuni in forme diverse da quelle della radice fresca. È il motivo per cui, nella tradizione coreana, il rosso viene considerato il più pregiato dei tre — e anche il più costoso: una radice richiede in genere sei anni di coltivazione prima del raccolto.

Come si presenta nei prodotti Atomy
Nel catalogo europeo lo trovi come Atomy Hongsamdan, granuli di estratto di ginseng rosso coreano in bustine monodose da 1 g, sessanta per confezione. Il formato in granuli è pensato per essere preso direttamente, senza acqua: il sapore è deciso, amaro e terroso — se sei abituata alle tisane dolci, la prima volta sorprende.
Cosa si può dire, e cosa no
Qui la situazione europea è particolare e conviene conoscerla, perché ti aiuta a leggere qualsiasi pubblicità sul ginseng che ti capiterà davanti.
Per le vitamine e i minerali, come la vitamina C, l’Unione Europea ha approvato un elenco preciso di indicazioni sulla salute. Per le piante invece — ginseng compreso — la valutazione non è mai stata completata: le loro indicazioni sono rimaste in una lista «in sospeso» da oltre dieci anni. Significa che nessuno può dirti con certezza legale cosa fa il ginseng, e che le promesse precise che leggi in giro non poggiano su un’approvazione europea.
Quello che posso raccontarti è la tradizione: in Corea il ginseng rosso è associato da secoli all’energia fisica, al recupero dalla stanchezza e alla lucidità mentale. È il motivo per cui molte persone lo scelgono per accompagnare giornate impegnative, a volte per ridurre gradualmente il caffè. Tradizione non è prova scientifica, e mi sembra corretto tenere le due cose distinte.
Le avvertenze, che qui contano davvero
Il ginseng non è una tisana qualunque: è una pianta attiva, e ci sono situazioni in cui va evitato o discusso prima con il medico. In particolare se prendi anticoagulanti, se sei in trattamento per la pressione o per il diabete, se soffri di insonnia, e in gravidanza o allattamento. Alcune persone lo trovano troppo stimolante la sera: se lo provi, prendilo al mattino.
Gli integratori alimentari non sostituiscono una dieta variata ed equilibrata e uno stile di vita sano, e non sono destinati a prevenire o curare alcuna malattia. Non superare la dose giornaliera consigliata. In caso di terapie in corso, gravidanza o allattamento, chiedi consiglio al medico prima dell’uso.
Se vuoi vederlo e capire se ha senso per te, ne parliamo con calma al centro di Oderzo, oppure scrivimi.


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